Il trasloco sta per cominciare

Il trasloco sta per cominciare.

O forse dovrei dire trasferimento. Il termine trasferimento dà più l’idea di un cambiamento di città, mentre il trasloco fa pensare al faticoso spostamento di oggetti da una casa all’altra. In realtà, le due parole sono intercambiabili, almeno nel mio caso.

Come è ovvio, sto per trasferirmi in Lussemburgo e domani inizierà a tutti gli effetti il mio trasloco. Ho il volo alle 20:40. In un paio d’ore sarò lì, nella mia nuova casa, in un piccolo comune immerso nel verde, con diverse mucche, alcune piste ciclabili, qualche bosco e chissà cos’altro. Non ho mai visto il nostro appartamento dal vivo. Daniele (il mio compagno, partito due mesi fa) mi ha mandato un video che aveva girato quando era andato a vederlo per la prima volta. E’ al piano terra e ha un giardino condominiale sul retro. Una camera da letto, un salottino, una cucina abitabile, un bagno in due (doccia e wc separati in casa), un garage e un ripostiglio.

Sono emozionata e curiosa, sono quasi sicura che mi piacerà e non vedo l’ora di essere lì. Non ho ancora finito di fare le valigie, però, e quella che imbarcherò nella stiva ha già raggiunto il limite massimo di peso e si rifiuta di chiudersi. E’ un gigantesco trolley rigido che mi ha prestato una mia cara amica (grazie, mia cara amica, sei stata molto gentile!).

Naturalmente, oltre al sarcofago ho anche un bagaglio a mano, e a dire il vero dubito di riuscire ad arrivare al check-in senza prima investire qualcuno. E poi devo stampare la prenotazione. Devo stampare la prenotazione, devo stampare la prenotazione, devo stampare la prenotazione. Non vorrei ritrovarmi a urlare: – Cazzo, la prenotazione!

Ad ogni modo, andrò ad abitare in un comune di 3525 abitanti.

E sto per lasciare l’Italia.

Per la precisione Roma, la capitale del mondo.