À Rome

Sono a Roma.

Ammazza che caldo! Rivoglio i miei 20 gradi di massima lussemburghesi. Poi tra un mese ne riparleremo, ovvio.

Izzie è depressa. Sogna il fresco, i campi sconfinati, i boschi, le mucche, la sua casa e i suoi giochi. Ma stasera ritroverà gli amici della Protezione Civile e allora riparleremo anche di questo, visto che in Lux non ha conosciuto nessuno. Nessun cane, nessuna persona. Come me, d’altronde.

E infatti la solitudine non mi manca. Sto con la mia famiglia ed esco con i miei amici. Ma Daniele mi manca tantissimo.

La benzina costa troppo. Prenderei i mezzi, se solo funzionassero. Cioè se passassero con regolarità e se ci si potesse viaggiare senza dover giocare a Tetris.

C’è folla ovunque. Il supermercato è pieno zeppo anche di lunedì. Le file alle casse sono interminabili e prima che arrivi il tuo turno i surgelati si sono belli che sciolti. Nei supermercati lussemburghesi, invece, durante la settimana fischia il vento tra i pelati e i cespugli rotolano da un reparto all’altro. In Lussemburgo la crisi non c’è, sono tutti al lavoro e possono far compere soltanto nel weekend.

Ho riacceso la televisione. Noi non la abbiamo ancora. Tre settimane senza e non mi è mancata per niente. Basta leggere i giornali italiani per inorridire. Se guardi anche la televisione, o la spegni dopo cinque minuti oppure rischi di imbracciare un mitra e riprodurre Un giorno di ordinaria follia.

Ieri da H&M una stronza mi è passata davanti facendo la vaga senza rendersi conto di avere un culo talmente grande da non poter passare inosservata. Ho avuto l’impulso di far valere i miei diritti di arrivata prima, ma la tipa aveva un aspetto così antipatico che non sarei mai riuscita a parlarle con calma e l’avrei direttamente aggredita mostrandole le vene temporali. Allora ho pensato a una mia amica che vive a Dublino. Quando torna a Roma e qualcuno le passa davanti mentre è in fila alla cassa non dice niente, sa che l’Italia è anche questo, che non vale la pena avvelenarsi con la gente per certe cose, tanto lei abita a Dublino e vive Roma solo ogni tanto. Quando ci torna si prepara psicologicamente all’inciviltà di alcune persone e si mette l’anima in pace. Io ho sempre pensato che questa gente si comporti così (la stronza non aveva 13 anni, ne aveva più di 40) perché l’ha sempre fatta franca e ormai non si aspetta nemmeno più che qualcuno reagisca, ed è proprio per questo che bisognerebbe farlo. Se all’improvviso un componente della fila si mettesse a gridare, facendo fare all’incivile di turno una sana figura di merda, lo shock potrebbe essere talmente forte da fargli interrompere quella pratica a vita.  Ho quasi sempre seguito questa mia teoria e lo avrei fatto anche ieri, ma ho voluto provare ad alzare gli occhi al cielo e a pensare: “Ah, les italiens…”. Risultato? Quella ha pagato prima di me, poi le è squillato il cellulare e si è messa a parlare al telefono col tono di un’oca giuliva lasciando i pacchi sul bancone e ritardando così il mio pagamento, io mi sono innervosita perché la avrei ammazzata ma non potevo, e adesso sto qui a scrivere di questa stronza incivile e antipatica che passa davanti agli altri con nonchalance, e mi pento e mi duolgo di non averle detto che quei jeans non le sarebbero mai entrati.

 

3 pensieri su “À Rome

  1. welcome back to italy :D

    dai quantomeno mi hai fatto fare 2 risate con la storia della signora nel negozio di jeans!! ammazza che lingua tagliente che hai !

    io purtroppo ho il vizio di lasciar passare quasi sempre questi comportamenti, come dici giustamente, se queste persone venissero prese a parole davanti a tutti forse la smetterebbero ma sanno che tanto nessuno si azzarda a dire niente… e qui mi sento un po colpevole perchè faccio parte di quelli che non dicono nulla.
    daltro canto penso che sono cose talmente superficiali che non vale la pena farsi il sangue amaro per un maleducato qualsiasi che popola il pianeta.

    ritengo che non valga la pena prendersela, anche se so che è dura non incazzarsi !

    take it easy !!

    ciao!!

  2. Ho vissuto in Lux per qualche anno…e in tanti altri posti. Mi fa sorridere riconoscere alcuni posti o alcune mie sensazioni nei tuoi post…
    Riguardo il sentirsi sempre piu’ furbi degli altri (attitudine prettamente italiana/latina) io non perdo mai l’ occasione di farlo notare e rimettere al loro posto i furbetti di turno…non saro’ superiore ma faccio meno “sangue amaro”!

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